Introduzione: non prendiamo fischi per fiaschi

Hai mai sentito un fastidioso ronzio o fischio nelle orecchie senza una fonte esterna? Se la risposta è sì, potresti soffrire di acufeni, un disturbo uditivo che colpisce milioni di persone. Ma gli acufeni sono tutti uguali? Assolutamente no.
Sebbene l’acufene sia spesso considerato un problema unico, in realtà ne esistono diverse tipologie, e distinguerle è fondamentale per capire l’origine del disturbo e affrontarlo nel modo corretto.
Tra le due forme più comuni troviamo gli acufeni somatici e gli acufeni sensoriali. I primi sono influenzati da tensioni muscolari, problemi posturali e disfunzioni articolari, mentre i secondi sono legati a un’alterazione del sistema uditivo e del “cervello”.
Distinguere tra le due principali tipologie di acufeni, somatici e sensoriali, è fondamentale per comprendere meglio la propria condizione e intraprendere il percorso di trattamento più appropriato. Malgrado i sintomi sembrino simili, le cause e le caratteristiche distintive di ciascun tipo di acufene sono profondamente diverse.
In questo articolo, scoprirai cosa distingue gli acufeni somatici da quelli sensoriali, quali sono le loro cause e come riconoscerli. Per cui se soffri di acufeni e vuoi capire come trattare al meglio il tuo disturbo, continua a leggere.
Ma Cosa Sono gli Acufeni?

Gli acufeni sono un fenomeno uditivo caratterizzato dalla percezione di suoni che non sono generati da una sorgente sonora esterna. Il termine “acufene” deriva dal greco tinnitus, che significa “squillare”. Questo sintomo può manifestarsi in molteplici forme: ronzii, fischi, fruscii, sibili, o addirittura suoni pulsanti.
Dal punto di vista tecnico, si possono distinguere due tipi principali:
- Gli Acufeni Oggettivi, estremamente rari ma misurabili, causati da fenomeni interni al corpo, come il flusso vascolare o contrazioni muscolari anomale. Questi acufeni sono particolari (e rari) perché sono udibili anche da un soggetto esterno (come ad esempio il medico otorino che ti sta visitando).
- Gli Acufeni Soggettivi, che rappresentano la stragrande maggioranza dei casi e sono percepibili unicamente dalla persona affetta.
Le cause degli acufeni sono molteplici e possono coinvolgere diverse parti del sistema uditivo, cranio e collo.
Una cosa molto importante da sapere e che, all’interno della “famiglia” acufeni soggettivi, possiamo distinguere due macro-categorie principali: gli acufeni somatici e gli acufeni sensoriali. Nel prossimo paragrafo analizzeremo in dettaglio gli acufeni somatici e le loro caratteristiche specifiche.
Gli Acufeni Somatici: Quando il Corpo Influisce sul Suono

Gli acufeni somatici rappresentano una tipologia di acufeni la cui intensità o frequenza è influenzata da fattori fisici legati ai muscoli, alle articolazioni o ai nervi nell’area cervicale e cranio-facciale. Questo tipo di acufene è spesso associato a problematiche di natura meccanica o muscolo-scheletrica, coinvolgendo direttamente il corpo in modo specifico e individuabile (con le adeguate competenze).
Ma Quali Sono le Cause degli Acufeni Somatici?
Gli acufeni somatici sono strettamente connessi a disfunzioni o alterazioni fisiche che interessano il collo, la mandibola e i nervi dell’area craniale.
Di seguito, le principali cause:
- Disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM): questa articolazione, che collega la mandibola al cranio, può influenzare il sistema uditivo quando non funziona correttamente. Problemi come il bruxismo (digrignamento dei denti), una cattiva occlusione dentale o tensioni muscolari della mandibola possono scatenare o peggiorare gli acufeni.
- Tensioni muscolari cervicali o masticatorie: muscoli contratti o eccessivamente tesi nel collo o nella mascella possono alterare la percezione del suono a causa della stretta connessione tra il sistema muscolo-scheletrico e quello uditivo.
- Compressione o irritazione dei nervi cervicali e craniali: i nervi che decorrono nell’area del collo e della testa possono essere compressi da posture scorrette, infiammazioni o traumi, influenzando le vie che trasportano i segnali uditivi al cervello.
Caratteristiche Distintive degli Acufeni Somatici
Gli acufeni somatici possiedono peculiarità che li rendono riconoscibili e distinguibili rispetto ad altre tipologie.
Tra i segnali più evidenti troviamo:
- Modifiche del suono con il movimento: il rumore percepito può cambiare in intensità o frequenza quando si muove il collo, le spalle o la mandibola. Ad esempio, inclinare la testa di lato o aprire e chiudere la bocca può amplificare o ridurre il suono.
- Problemi fisici: posture scorrette, sforzi muscolari intensi o tensioni da stress possono far emergere o aumentare l’intensità dell’acufene. Tali fattori agiscono direttamente sul sistema muscolo-scheletrico, dimostrando il forte legame tra corpo e la percezione sonora.
- Sintomi associati: spesso gli acufeni somatici si accompagnano a dolori muscolari, cefalee muscolo-tensive, rigidità cervicale e fastidi mandibolari. Questi sintomi collaterali possono fornire importanti indizi per identificarne l’origine.
Un Disturbo Troppo Spesso Sottovalutato

Sebbene gli acufeni somatici siano tra le forme più comuni, spesso non vengono riconosciuti immediatamente come tali. È importante rivolgersi a un professionista esperto, come un fisioterapista specializzato in ATM o un otorinolaringoiatra, per effettuare una valutazione mirata e individuare eventuali squilibri muscolari o articolari che possono essere trattati con terapia manuale o altri interventi specifici.
Gli acufeni somatici, infatti, sono spesso trattabili con approcci terapeutici precoci e mirati, che mirano a ridurre la tensione muscolare, riequilibrare la postura e alleviare il sovraccarico articolare. Questo aspetto ne evidenzia la differenza rispetto agli acufeni sensoriali, come vedremo nel prossimo paragrafo.
Gli Acufeni Sensoriali: Cause e Caratteristiche

Gli acufeni sensoriali derivano da una disfunzione diretta del sistema uditivo, che coinvolge l’orecchio interno o le vie neurali responsabili dell’elaborazione dei suoni nel cervello. A differenza degli acufeni somatici, non sono influenzati da movimenti fisici o alterazioni muscolo-scheletriche, poiché la loro origine risiede in un’alterazione dei meccanismi uditivi.
Quali Sono le Cause degli Acufeni Sensoriali?

Gli acufeni sensoriali sono causati principalmente da fattori che danneggiano le strutture dell’orecchio o il modo in cui il cervello interpreta i segnali sonori.
Tra le cause più comuni ci sono:
- Danni diretti all’orecchio interno in seguito ad un trauma o incidente: l’orecchio interno contiene strutture sensibili come le cellule ciliate della coclea, responsabili di trasformare i suoni in impulsi elettrici per il cervello.
- Prolungata esposizione a rumori forti (se sei o sei stato una star del rock questo ma anche se sei stata per anni la regina della pista ballando vicino a delle potenti casse, queste cose potrebbero aver influito pesantemente).
- Traumi acustici improvvisi (es. esplosioni o rumori ad alta intensità).
- Alterazioni delle vie nervose uditive: il cervello può continuare a “percepire” suoni anche in assenza di segnali uditivi normali, ad esempio in chi soffre di ipoacusia (cioè se ci senti poco).
- Patologie dell’orecchio tra cui: la Sindrome di Menière (una malattia dell’orecchio che causa anche vertigini), l’otosclerosi (una malattia che colpisce gli ossicini dell’orecchio medio e influisce sulla trasmissione uditiva), infezioni o infiammazioni dell’orecchio che possono lasciare danni permanenti.
Caratteristiche Distintive degli Acufeni Sensoriali
Gli acufeni sensoriali presentano caratteristiche ben precise che li differenziano dagli acufeni somatici.
Tra le peculiarità principali ci sono:
- Costanza del suono: il suono percepito è generalmente continuo e non varia in intensità o frequenza in relazione ai movimenti del collo, della mandibola o delle spalle.
- Connessione con l’udito: gli acufeni sensoriali si presentano spesso in concomitanza con una perdita di udito parziale o un’ipersensibilità ai suoni (iperacusia). Nelle persone con ipoacusia, il cervello potrebbe “compensare” la mancanza di stimoli uditivi generando suoni propri.
- Influenza di fattori esterni: la percezione degli acufeni può peggiorare in situazioni di silenzio assoluto, in momenti di forte stress emotivo o fisico, e in condizioni di stanchezza. Anche l’ansia e l’insonnia rappresentano fattori aggravanti frequenti.
Un Disturbo Complesso e Profondamente Personale
Gli acufeni sensoriali sono caratterizzati da una complessità che li rende estremamente variabili da persona a persona. Alcuni individui riferiscono suoni di basso volume che hanno un impatto limitato, mentre altri possono percepire suoni molto intensi, tali da rendere difficile la concentrazione o il riposo.
Nonostante la loro origine sia profondamente radicata nel sistema uditivo, gli acufeni sensoriali non devono essere trascurati. Con i giusti interventi, come l’uso di apparecchi acustici (nei casi di ipoacusia), tecniche per la gestione dello stress o strategie per “rieducare” il cervello a una risposta diversa ai suoni percepiti, è possibile alleviare significativamente il disturbo.
Nel prossimo paragrafo vedremo come distinguere tra gli acufeni somatici e sensoriali, analizzando i segnali da osservare e l’importanza di una valutazione professionale per arrivare a una diagnosi precisa.
Come Posso Capire di Quale Acufene si Tratta?

Diciamo subito che distinguere tra acufeni somatici e acufeni sensoriali è fondamentale per comprendere l’origine del disturbo e scegliere il percorso di trattamento più adatto. Sebbene entrambi possano sembrare simili per chi li vive, prestare attenzione ad alcuni dettagli può aiutare a riconoscere la tipologia predominante.
Segnali per Riconoscere il Tipo di Acufene
Per aiutarti a comprendere meglio il tuo tipo di acufene, puoi seguire queste semplici indicazioni:
- Muovi il collo: inclina la testa di lato o fai delle leggere rotazioni. Nota se il suono cambia.
- Controlla la mandibola: apri e chiudi la bocca, poi spostala leggermente a sinistra e destra.
In questi casi eventuali variazioni sonore indicano un possibile coinvolgimento della muscolatura o dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Gli acufeni somatici, spesso legati a tensioni muscolari o disfunzioni articolari, possono essere accompagnati da dolori cervicali, rigidità muscolare o fastidi alla mandibola.
Osserva il silenzio: posizionati in un ambiente silenzioso. Se il suono aumenta, senza variazioni legate ai movimenti corporei, potrebbe trattarsi di un acufene sensoriale che ti ricordo possono anche associarsi a una percezione di perdita dell’udito o alla difficoltà di tollerare suoni quotidiani. È sempre utile (fondamentale) che un esperto del campo confermi la diagnosi.
L’Importanza di una Valutazione Specialistica
Queste prove possono fornire indizi utili, ma è sempre fondamentale rivolgersi a un professionista specializzato per una diagnosi precisa. Medici otorinolaringoiatri, fisioterapisti specializzati nell’ambito o odontoiatri esperti in disfunzioni dell’ATM sono le figure più idonee per valutare in maniera completa la situazione.
Una diagnosi precisa è fondamentale e consente non solo di identificare il tipo di acufene, ma anche di individuare le cause specifiche e definire un piano di trattamento personalizzato. Negli acufeni somatici, ad esempio, un intervento precoce attraverso tecniche di rilassamento muscolare, terapie manuali mirate o correzione delle disfunzioni articolari può portare notevoli miglioramenti. Allo stesso tempo, per gli acufeni sensoriali, interventi mirati come l’uso di apparecchi acustici o percorsi di “rieducazione sonora” possono attenuare il disturbo.
Un Approccio Integrato per il Benessere
Spesso, il trattamento degli acufeni non si limita a una singola soluzione, ma richiede una visione globale che tenga conto di vari fattori, tra cui lo stile di vita, la gestione dello stress e, nei casi somatici, il recupero della funzionalità muscolare o articolare. Comprendere di quale tipo di acufene si tratta è il primo passo per intraprendere un percorso che possa restituire serenità e migliorare la qualità della vita.
Fattori che Possono Peggiorare gli Acufeni: a cosa devi fare attenzione

Gli acufeni, indipendentemente dalla loro origine somatica o sensoriale, possono essere influenzati da diversi fattori esterni e interni che ne aumentano l’intensità o la percezione. Ecco perché già conoscerli è importante per adottare uno stile di vita che ne riduca l’impatto e favorisca una migliore gestione del disturbo.
Fattori che Peggiorano gli Acufeni Somatici
Gli acufeni somatici, influenzati da muscoli e articolazioni, possono aumentare in intensità a causa di:
- Postura scorretta: il mantenimento di posizioni scorrette (non esistono “posizioni corrette” in senso assoluto ma sono certo che comprenderai il buon-senso di questo riferimento) nel tempo, come quella seduta davanti al computer o l’utilizzo prolungato del cellulare con il collo piegato, può causare tensioni muscolari alla cervicale ed all’ATM che aggravano gli acufeni somatici.
- Stress muscolare: attività fisiche intense o movimenti ripetitivi che sollecitano il tratto cervicale e la mandibola possono peggiorare la sintomatologia. Ad esempio, sollevare pesi senza l’adeguata cura della postura o dormire in una posizione non comoda possono influire negativamente.
- Tensioni emotive: lo stress o l’ansia non solo aumentano la tensione muscolare, ma possono accentuare la percezione degli acufeni, rendendoli più difficili da gestire.
Fattori che Peggiorano gli Acufeni Sensoriali
Nel caso degli acufeni sensoriali, i fattori peggiorativi coinvolgono maggiormente il sistema uditivo e nervoso. Tra questi ti indico in particolare:
- Esposizione a rumori forti: frequentare ambienti rumorosi, come concerti, discoteche o luoghi ad alta intensità sonora, può danneggiare ulteriormente l’orecchio interno e intensificare gli acufeni.
- Silenzio assoluto: in assenza di suoni esterni, il cervello tende a percepire con maggiore attenzione l’acufene, amplificandone la consapevolezza.
- Ansia e insonnia: lo stato emotivo e la qualità del riposo influiscono direttamente sulla percezione degli acufeni. La mancanza di sonno o l’ansia intensa possono aumentare la sensibilità ai suoni interni, peggiorando il disturbo.
- Consumo di sostanze stimolanti: la caffeina e la nicotina, agendo sul sistema nervoso, possono rendere l’acufene più evidente.
- Farmaci cosiddetti “ototossici”: alcuni medicinali, come alcuni antibiotici o certi diuretici, possono danneggiare l’orecchio interno e aggravare gli acufeni. Ecco perché è fondamentale consultare tempestivamente il proprio medico nel caso si notino correlazioni con gli acufeni e si assumano questi farmaci.
Acufeni Somatici: Il Ruolo Chiave (sconosciuto) della Terapia Manuale

La terapia manuale rappresenta oggi una straordinaria possibilità oltre che uno strumento fondamentale nel trattamento degli acufeni somatici, poiché agisce direttamente sulle tensioni muscolari, sulle disfunzioni articolari e sui meccanismi neurofisiologici che influenzano la percezione del suono. Tuttavia, questa possibilità terapeutica è ancora poco conosciuta, perfino tra gli stessi professionisti sanitari, e purtroppo i pazienti ricevono ancora oggi troppo spesso informazioni obsolete che li portano a credere che tutti gli acufeni siano intrattabili. Questo porta molte persone a convivere con un disturbo che, invece, potrebbe essere gestito o addirittura risolto con un trattamento adeguato.

La letteratura scientifica ha ormai evidenziato in numerosi studi l’efficacia di trattamenti specifici per gli acufeni somatici, dimostrando come un intervento precoce possa fare la differenza. Quando i tessuti sono ancora in uno stato di “terreno fertile”, ovvero elastici, ben vascolarizzati e più reattivi agli stimoli terapeutici, rispondono molto meglio ai trattamenti rispetto a quelli invecchiati, irrigiditi e meno reattivi, un po’ come la differenza tra lavorare un terreno morbido e ricco di nutrienti rispetto a uno ormai secco e indurito.

In questo senso capirai bene che intervenire su un disturbo comparso da un anno in una persona che ha 45 anni è ben diverso che intervenire su una persona di 75 anni che soffre di questo disturbo da 30 anni. Questo concetto è fondamentale perché sottolinea l’importanza di rivolgersi tempestivamente a un professionista esperto, evitando che il disturbo cronicizzi e diventi più resistente ai trattamenti.
Ecco perché, dopo una diagnosi precisa e non superficiale, affidarsi a un professionista esperto in terapia manuale e disfunzioni muscolo-scheletriche può essere la chiave per ridurre o eliminare gli acufeni somatici. Tecniche come la mobilizzazione articolare, la manipolazione vertebrale e il riequilibrio dell’ATM possono avere un impatto significativo sulla riduzione del sintomo, migliorando la qualità della vita del paziente. L’approccio giusto può restituire sollievo a molte persone che, fino a quel momento, avevano ricevuto solo risposte scoraggianti.
Per cui se soffri di acufeni e hai notato una relazione con il movimento del collo o della mandibola, considera di approfondire questa possibilità terapeutica: potresti scoprire che una soluzione esiste e può essere efficace.
Conclusione: tiriamo le somme
Gli acufeni, siano essi somatici o sensoriali, rappresentano un disturbo che può influire significativamente sulla qualità della vita (e se stai leggendo questo articolo molto probabilmente lo saprai già bene), ma comprendere le loro differenze è il primo passo per affrontarli in modo efficace e provare a risolvere il problema.
Gli acufeni somatici si distinguono per il forte legame con muscoli, articolazioni e nervi del tratto cervicale e cranio-facciale. Sono spesso influenzati da movimenti corporei o posture scorrette e possono essere associati a dolori cervicali, tensioni muscolari o disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare. Al contrario, gli acufeni sensoriali derivano da un’alterazione del sistema uditivo e delle vie neurali. Non sono influenzati dai movimenti del corpo, ma si accompagnano spesso a una riduzione dell’udito, ipersensibilità ai suoni o una maggiore percezione del disturbo in condizioni di silenzio.
Un altro elemento che accomuna entrambe le tipologie è l’importanza di un intervento tempestivo. Per gli acufeni somatici, i trattamenti manuali specifici e la riabilitazione possono portare grandi miglioramenti (ma dovrebbero essere tempestivi!). Per gli acufeni sensoriali, invece, interventi mirati, come l’uso di apparecchi acustici nei casi di ipoacusia o strategie di rieducazione sonora, risultano particolarmente efficaci.
Al di là della tipologia, è essenziale adottare un approccio personalizzato che tenga conto dell’unicità di ciascun caso. Non esistono soluzioni valide per tutti, ma professionisti specializzati ed esperti in materia come otorinolaringoiatri, audiologi, fisioterapisti o odontoiatri possono aiutare a individuare le cause specifiche e definire un piano di trattamento su misura.
Per cui non lasciare che gli acufeni condizionino la tua quotidianità. La cosa fondamentale è conoscere le caratteristiche del proprio disturbo e adottare in maniera precoce delle strategie mirate.
Purtroppo ancora oggi troppo spesso (quasi sempre a dire il vero) i pazienti che si rivolgono a me per questo problema mi dicono che tutti gli specialisti a cui si sono rivolti hanno detto loro che “non c’è nulla da fare” per trattarli e curarli se non assumere alcuni farmaci che “forse” potrebbero essere di supporto.
Per fortuna la realtà oggi è decisamente differente e se soffri di acufeni, non devi esitare a cercare il supporto di un professionista esperto che ti possa aiutare ad avere una diagnosi accurata e che ti possa guidare in un percorso di trattamento adeguato: elementi fondamentali per affrontare e alleviare questo disturbo.
Siamo arrivati alla fine di questo articolo. Ti ricordo che leggo sempre con molto interesse le opinioni dei miei lettori e per questo motivo ti invito a commentare questo articolo ed a condividerlo con i tuoi cari per aiutarli a comprendere meglio questi temi e quindi per aiutarli a stare meglio!
Non mi resta che salutarti e darti l’arrivederci al prossimo articolo.
Un caro saluto.
Dr. Luigi Pianese