Introduzione: è nato prima l’uovo o la gallina?

L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) rappresenta un importante punto di connessione tra la mandibola e il cranio ed è una “cerniera” fondamentale per funzioni quotidiane come masticare e parlare ma, quando si parla di disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), spesso si pensa a cause comuni come l’immancabile stress, il bruxismo o la malocclusione.
Ma esiste un tema meno discusso, eppure molto importante per molte persone: il rapporto tra il dolore temporo-mandibolare (DTM) e il sesso orale. Un tema su cui, almeno fino ad oggi, si è scritto molto poco.
In ambito sanitario, il legame tra dolore temporo-mandibolare (DTM) e sesso orale viene menzionato quasi esclusivamente come un problema “a valle”: ovvero, negli studi si discute quasi sempre di quanto il dolore preesistente alla mandibola possa limitare l’attività sessuale, in particolare il sesso orale.
Vuol dire che si è osservato chiaramente che il dolore alla articolazione temporo-mandibolare (ATM) limita l’attività sessuale di chi ne soffre.
Tuttavia, questa visione è molto parziale e rischia di trascurare una realtà che molte donne riportano, sia in ambito clinico sia in molti forum online e cioè che in numerosi casi, può essere proprio il sesso orale (soprattutto se protratto o forzato) a scatenare il dolore mandibolare, diventando così una delle cause del DTM, e non solo una sua conseguenza.
Questo cambiamento di prospettiva è fondamentale perché evidenzia un vuoto nella letteratura scientifica e nella pratica clinica in quanto il dolore temporo-mandibolare (DTM) non limita solo la sessualità, ma talvolta ne è direttamente causato, con ripercussioni significative sulla qualità della vita, l’intimità di coppia e il benessere emotivo più in generale.
Il dolore alla mandibola e l’intimità: rompiamo il silenzio

Immaginate la vostra mandibola come una cerniera, quella che usiamo per aprire e chiudere la bocca. Questa “cerniera” si chiama Articolazione Temporo-Mandibolare, o più semplicemente ATM (in inglese trovi riferimenti alla temporomandibular joint o TMJ). A volte, questa cerniera può fare i capricci, causando dolore e difficoltà nei movimenti.
Parliamo allora di “Disfunzioni Temporo-Mandibolari”, o DTM. C’è da dire che non è un problema unico, ma un insieme di oltre 30 condizioni diverse che possono colpire l’articolazione temporo-mandibolare o i muscoli che la muovono.
Ma quali sono i segnali più comuni? Dolore proprio lì, vicino all’orecchio, muscoli della masticazione che fanno male al tocco, difficoltà ad aprire bene la bocca o rumori come “clic” o “scrosci” quando la muoviamo.
Attenzione però: se sentite solo un clic senza dolore, di solito non c’è da preoccuparsi, è un suono normale che non richiede cure. Ma se il dolore c’è, allora è una disfunzione temporo-mandibolare (DTM) che merita attenzione.
Devi sapere che le DTM sono una delle cause più comuni di dolore cronico al viso e alla bocca, e possono davvero mettere a dura prova la nostra qualità di vita. Pensateci: la bocca non serve solo per mangiare e parlare. È fondamentale anche per l’intimità, per un bacio e anche per il sesso orale.
Ebbene sì, proprio come qualsiasi altro dolore cronico, anche le disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) possono influenzare la vita sessuale.
Sempre più studi ci dicono che c’è un legame stretto tra le DTM e la salute sessuale (anche se il 99% hanno il focus su una relazione unidirezionale mentre nella realtà la relazione è assolutamente bidirezionale). E il dolore costante alla ATM, lo stress che ne deriva e altri fattori fisici possono contribuire a problemi vari anche nella sfera intima. Infatti molte persone che soffrono di dolore temporo-mandibolare (DTM in italiano e TMD temporomandibular disorder in inglese) raccontano che la loro vita sessuale ne risente parecchio.
E siccome è un argomento sicuramente delicato, spesso imbarazzante da affrontare con il medico (e c’è da dire inoltre che anche tra i sanitari stessi non tutti sono adeguatamente preparati a fornire adeguate indicazioni), spesso si finisce per soffrire in silenzio. Anche perché l’impatto delle DTM sull’intimità, in particolare sul sesso orale, è un aspetto molto rilevante, ma purtroppo spesso sottovalutato e non discusso.
Ecco perché ritengo importante che noi professionisti della salute siamo i primi a rompere questo silenzio. E come spesso accade con molti “argomenti scomodi”, non mi dispiace andare controcorrente o fare da apripista, se questo può aiutare i miei pazienti e non solo.
Le DTM nel mondo femminile: Perché le donne ne soffrono di più?

C’è una differenza evidente: le disfunzioni temporo-mandibolari colpiscono le donne molto più degli uomini. Sono circa il doppio più comuni nel sesso femminile, con un picco tra i 35 e i 44 anni. Per fortuna le donne hanno una probabilità da 3 a 8 volte maggiore di cercare aiuto medico-sanitario per i sintomi alla mandibola.
E non solo: le donne riferiscono dolore legato alle DTM circa tre volte più spesso degli uomini. Insomma in generale, il dolore al viso e alla bocca è più diffuso, più intenso, dura più a lungo e si presenta più frequentemente nelle donne.
Sono molti gli studi a lungo termine che ci mostrano che le donne hanno senz’altro più probabilità di passare da uno stato “normale” senza dolore a uno con sintomi di dolore temporo-mandibolare (DTM). E, purtroppo, hanno anche meno probabilità di guarire completamente dal dolore, ma questo spesso a causa del fatto che, come vedremo più avanti in questo articolo, il problema non viene sempre trattato adeguatamente ma non certo per colpa delle “pazienti” ma spesso purtroppo a causa delle mancate adeguate “indicazioni di cura”.
Sempre per dare qualche dato statistico, le DTM sono la causa più comune di dolore al viso e alla bocca, e spesso si presentano con problemi all’articolazione della mascella (ovvero alla articolazione temporo-mandibolare o ATM) e ai muscoli masticatori.
I sintomi tipici sono dolore, movimento limitato della mascella e difficoltà a svolgere anche le normali funzioni (parlare, mangiare e bere) con difficoltà a masticare e limitazioni nell’apertura della bocca.
Spesso le DTM si presentano insieme ad altre condizioni di dolore cronico, come mal di testa, mal di schiena, problemi di sonno, fibromialgia e sindrome dell’intestino irritabile. Questo suggerisce che ci possano essere anche meccanismi comuni che legano queste condizioni.
Capire che il DTM colpisca le donne in modo così marcato, e che il dolore tende a diventare più persistente, è fondamentale. Questo ci fa pensare che le donne possano trovarsi in un circolo vizioso di dolore, anche a causa di un’interazione complessa di fattori biologici, psicologici e sociali che rendono il dolore più difficile da risolvere.
Questa consapevolezza ci dovrebbe spingere (come sanitari) a un approccio più completo e mirato, che non si limiti solo ad alleviare i sintomi acuti (quando va bene), ma che punti a prevenire la cronicizzazione e a gestire le altre condizioni che spesso si presentano insieme.
È un invito, che rivolgo in particolare anche ai colleghi sanitari, a intervenire presto e in modo efficace, riconoscendo il rischio più elevato di sofferenza a lungo termine e di una peggiore qualità di vita per le donne.
Il legame tra sesso e DTM: tra scienza e storie di vita

Una revisione approfondita degli studi scientifici ci conferma che esiste un legame complesso tra le disfunzioni temporo-mandibolari (indicate sempre con l’acronimo DTM in italiano o TMD in inlgese) e la funzione sessuale, con un impatto specifico su attività come il bacio e il sesso orale.
Uno studio che ha esaminato il rapporto tra la gravità delle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) e la funzione sessuale nelle donne ha mostrato che più le DTM sono gravi, più l’attività sessuale tende a essere ridotta (comprensibilmente).
C’è poi un altro studio particolarmente interessante di cui voglio parlarti in questo articolo, in quanto si tratta del primo studio condotto su un gruppo specifico di lavoratrici del sesso, che ha rivelato una prevalenza molto più alta di diverse diagnosi di DTM (come mialgia, dolore miofasciale, artralgia e mal di testa legati alle DTM) rispetto alla popolazione generale.
In questo studio questo particolare gruppo di studio mostrava anche una maggiore apertura massima della bocca, il che, data la natura della loro professione, suggerisce che attività che richiedono movimenti prolungati o estremi della mascella possono predisporre alle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM).
Per chi si occupa di funzione in modo specifico come il sottoscritto non si può che concordare con le osservazioni di questo studio dal punto di vista bio-meccanico in quanto sappiamo che un’apertura prolungata della bocca, come può accadere durante una visita dal dentista o, per estensione, durante il sesso orale, può aumentare la sensibilità al dolore e l’infiammazione a causa di fattori biomeccanici (affaticamento o cosiddetto overuse muscolare e articolare), scatenando o peggiorando le DTM.
Nei casi più gravi, un’apertura estrema della bocca, tipica del sesso orale, è stata esplicitamente segnalata come causa persino di lussazione dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM).
Insomma, le evidenze disponibili suggeriscono che esista una connessione plausibile, legata sia a fattori biomeccanici (affaticamento, overuse) sia psico-emotivi (ansia, evitamento, dolore cronico).
Ma non c’è da sorprendersi. Tutte le articolazioni del nostro corpo possono andare incontro a “stress” da sovraccarico (overuse in inglese) esattamente come un ginocchio, un’anca, o una spalla. Ecco perché è importante fare informazione e prevenzione.
Le voci delle pazienti: l’esperienza di chi ci convive

Da anni, grazie alla mia attività clinica, raccolgo certe esperienze ma anche i forum e le discussioni online sono una miniera di informazioni dirette sulle difficoltà che le donne con DTM affrontano nella loro vita intima.
Infatti al momento la maggior parte delle informazioni disponibili in materia si basano su testimonianze di pazienti e “risorse educative” (come questo articolo), piuttosto che su studi clinici.
E nelle discussioni e sui forum un tema ricorrente è che la maggior parte delle preoccupazioni sull’intimità e le disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) proviene dalle donne.
Infatti loro descrivono in particolare il dolore durante la stimolazione orale del partner maschile, specialmente se l’attività è prolungata o profonda. Oltre al dolore, le donne riferiscono spesso “scrosci” o “clic” della mascella durante il sesso orale o il bacio. E non si tratta solo di problemi “fisici”, ma anche di situazioni emotivamente imbarazzanti che possono rovinare l’atmosfera intima.
Ci sono racconti relativi a dolore più o meno intenso alla bocca fino a situazioni più gravi come il blocco o addirittura la lussazione della mascella durante o dopo il sesso orale.
In discussioni simili si palesa un tema ricorrente: molte donne con un problema o disfunzione temporo-mandibolare riferiscono di evitare completamente il sesso orale a causa del dolore o delle limitazioni funzionali.
Ovviamente questo è un argomento che tocca anche ai partner, che in alcuni casi (come viene raccontato) esitano a iniziare approcci sessuali per paura di causare dolore alla partner con disfunzione temporo-mandibolare (DTM). Ma ci sono situazioni in cui le relazioni possono portare molto disagio se i partner non sono di supporto, comprensivi o peggio se pensano erroneamente che il dolore temporo-mandibolare DTM sia una scusa per evitare l’intimità.
Questo evidenzia un ulteriore eventuale “costo emotivo” per entrambi (ma ovviamente soprattutto per chi soffre di dolore temporo-mandibolare che spesso vive una doppia frustrazione).
Un filo conduttore comune è in ogni caso la riluttanza dei pazienti a discutere di questi problemi, sicuramente molto personali e intimi, con i professionisti della salute, a causa dell’imbarazzo o della percezione che sia un argomento inappropriato per una visita medica.
Ma in pratica cosa ci dice l’esperienza clinica? Che succede molto spesso? Che le “esigenze fisiche” del sesso orale, in particolare l’apertura prolungata o profonda della bocca, possono peggiorare direttamente i sintomi esistenti delle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) o addirittura essere causa dei problemi acuti alla mascella, dal dolore fino alla lussazione. Questo accade, come detto, a causa dello stress meccanico significativo che viene esercitato sull’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e sui muscoli masticatori circostanti.
In questo senso esiste quello che viene definito un chiaro rapporto di causa-effetto tra l’attività fisica e la manifestazione concreta del dolore. Questa comprensione meccanica funzionale è fondamentale per poter fornire gli adeguati consigli in merito. Infatti come professionisti della salute possiamo e dobbiamo suggerire ai pazienti come modificare anche l’attività sessuale durante il sesso orale per ridurre lo stress meccanico (in questo senso fornisco ai miei pazienti da anni informazioni ed indicazioni anche di questo tipo). E non solo, serve anche a dare legittimità alle esperienze dei pazienti, dimostrando che il loro dolore durante il sesso orale è una logica risposta fisica a specifici carichi meccanici, e non una fantasia psicologica.
Anche perché, come detto, il dolore della articolazione temporo-mandibolare (ATM) durante il sesso orale crea anche un peso psicologico e sociale significativo e spesso debilitante. Questo peso si manifesta come un disagio emotivo con ripercussioni nella comunicazione e nelle relazioni intime e possibili problemi di coppia. E questo disagio emotivo può, a sua volta, peggiorare i sintomi fisici delle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM), creando un circolo vizioso che alimenta la sofferenza.
Ecco perché per gestire efficacemente le disfunzioni temporo-mandibolari (DTM), è necessario un approccio completo che può richiedere l’integrazione del supporto psicologico, lo sviluppo di strategie di comunicazione per le coppie e la comprensione empatica dell’esperienza emotiva del paziente. Ignorare questa dimensione psicosociale cruciale rischia di portare a un fallimento del trattamento oltre che a sofferenza e impatti negativi a lungo termine sul benessere del paziente.
Meccanismi nascosti: Perché le donne sono più colpite?
Ora vorrei spiegarti le molteplici ragioni per cui le DTM sono più diffuse e gravi nelle donne, analizzando i fattori legati all’anatomia, agli ormoni, al sistema nervoso e alla psicologia, come in un grande puzzle in cui ogni pezzo è importante.
La nostra Anatomia: Piccole differenze, ma Grandi conseguenze

Esistono delle differenze significative tra l’anatomia del cranio e della mascella degli uomini e delle donne. Gli uomini hanno generalmente strutture cranio-facciali e mandibole più grandi, lunghe, larghe e alte rispetto alle donne. Inoltre gli uomini hanno un condilo mandibolare (l’estremità arrotondata dell’osso della mascella) più grande e una fossa temporale (la cavità in cui si articola il condilo) più profonda. Al contrario, le mandibole femminili tendono ad avere un angolo meno “aperto” e ad essere in generale più piccole e delicate.
Queste differenze anatomiche naturali portano a variazioni notevoli nel modo in cui il sistema masticatorio funziona e nella resistenza agli stress “del morso” tra i sessi.
Infatti molti studi ci suggeriscono che una mandibola più piccola e una forma del condilo più piatta sono spesso associate a un rischio maggiore di disturbi dell’ATM. Questo accade principalmente a causa dell’aumento delle forze che agiscono sull’articolazione temporo-mandibolare. Questi “svantaggi meccanici” sono particolarmente rilevanti, date le differenze anatomiche osservate nelle donne.
La combinazione di differenze anatomiche (mandibole più piccole e meno robuste, condili più piatti nelle donne) con una minore forza massima di apertura della bocca e una maggiore densità di carico sul disco articolare suggerisce che il sistema ATM femminile sia intrinsecamente più vulnerabile allo stress meccanico e all’affaticamento rispetto a quello maschile.
Questa fragilità biomeccanica, specialmente durante attività che richiedono un’apertura ampia o prolungata della bocca come il sesso orale, potrebbe contribuire direttamente alla maggiore prevalenza e gravità del dolore da disfunzione temporo-mandibolare (DTM) nelle donne.
È importante notare che le differenze intrinseche specifiche del sesso nella forma e nella dimensione dell’ATM, che non sono semplicemente date dalla dimensione generale del cranio, possono contribuire all’aumento della prevalenza delle DTM tra le donne. Diversi studi hanno anche dimostrato che la quantità di “carico” del disco articolare dell’ATM è significativamente più alta nelle donne, aumentando potenzialmente il tasso di “usura” delle fibre di collagene all’interno del disco articolare (della ATM) stesso.
Noi terapisti dobbiamo tenere conto di queste predisposizioni biomeccaniche quando valutiamo le pazienti con DTM. E il trattamento dovrebbe mirare non solo ad alleviare il dolore, ma anche a migliorare la bio-meccanica con esercizi di riabilitazione e consigli “ergonomici” per l’uso della mascella adattati specificamente per tenere conto di queste differenze.
Il ruolo degli ormoni: un Direttore d’Orchestra invisibile
Un’altra cosa importante da conoscere è che anche gli estrogeni, un gruppo di ormoni femminili, possono giocare un ruolo importante (ma non determinante) nello sviluppo delle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM), un po’ come fanno per altre condizioni dolorose che colpiscono prevalentemente le donne, come l’emicrania.
Gli estrogeni possono influenzare direttamente la produzione di sostanze infiammatorie nelle cellule immunitarie, favorendo potenzialmente l’infiammazione e il “consumo” della cartilagine all’interno dell’ATM durante gli stati infiammatori.

La comprensione moderna delle DTM è passata da una teoria puramente meccanica a un modello più completo, chiamato “biopsicosociale”, che considera il dolore cronico come il risultato di un’interazione complessa tra fattori biologici (il corpo), psicologici (la mente), sociali (l’ambiente in cui viviamo) e, aggiungo io (e non solo io), “funzionali” (come faccio quello che faccio, stile di vita e abitudini).
È noto che lo stress psicologico modifica l’attività dei muscoli masticatori, contribuendo direttamente alle DTM.
L’ansia, in particolare, è stata dimostrata come un fattore che lega il sesso alla limitazione della funzione della mascella nelle pazienti con disfunzione temporo-mandibolare; le donne con DTM mostrano infatti una correlazione significativa tra i livelli di ansia e la difficoltà a muovere la mascella.
Ma sappi che cito questi meccanismi solo per dare sempre una informazione completa e far comprendere come tutto debba sempre essere messo in relazione. Questo però non deve portare, come purtroppo spesso accade, a trarre conclusioni semplicistiche del tipo stai male perché “sei stressata”, perché oltre a non essere mai vero diventa motivo di ulteriore frustrazione.
Per cui ti dico solo che lo “stress emotivo” può peggiorare sicuramente il dolore attraverso vari meccanismi come: un aumento della tensione muscolare, una ridotta lubrificazione vaginale, un aumento del “bruxismo” (termine oggi fortemente abusato in medicina, mentre quello più corretto e coerente con le problematiche più diffuse sarebbe il “serramento”) e una peggiore qualità del sonno.
In questo senso le prove ed esperienze che collegano stress, ansia, bruxismo, DTM e problemi sessuali rivelano un circolo vizioso. Lo stress innesca il serramento (che invece viene definito in modo errato 9 volte su 10 “bruxismo”) e la tensione muscolare, che peggiorano direttamente il dolore da DTM. Questo dolore, specialmente quando si manifesta durante attività intime come il sesso orale, crea ulteriore disagio psicologico (ansia, depressione). Questo disagio, a sua volta, può peggiorare il bruxismo e il dolore, e influenzare negativamente la funzione sessuale (ad esempio, la lubrificazione, la soddisfazione generale).
Ecco perché noi professionisti sanitari specialisti della terapia manuale dobbiamo adottare un approccio veramente il più possibile “bio-psico-sociale e funzionale”. Motivo per cui, oltre alle tecniche manuali, alle indicazioni e raccomandazioni, dovremmo attivamente monitorare anche l’eventuale disagio psicologico e raccomandare, solo quando veramente necessario e utile, tecniche di riduzione dello stress (come la meditazione o esercizi di rilassamento) e considerare invii per il supporto psicologico (ad esempio, la terapia cognitivo-comportamentale) per rompere efficacemente questo ciclo e migliorare sia i sintomi delle DTM che la salute sessuale complessiva.
Cosa fare? Il ruolo della Terapia Manuale

Ora cerchiamo di capire quali sarebbero, e sono, i passi corretti per curare i problemi alla ATM derivanti anche da quanto detto finora (ma non solo).
Sicuramente la terapia manuale dovrebbe essere se non il primo “ingrediente” almeno tra i primi ad essere inseriti in un adeguato “piatto terapeutico” in quanto è ormai riconosciuta in letteratura bio-medica come un trattamento altamente efficace (quando praticata da professionisti sanitari esperti e specializzati, meglio non dare mai per scontate certe informazioni) per le disfunzioni temporo-mandibolari (DTM).
Infatti un adeguato trattamento manuale specifico può portare a miglioramenti significativi nel dolore e nell’apertura della bocca nel breve e medio termine. Se poi ci aggiungiamo degli adeguati esercizi specifici (dati sempre con criterio e competenza tecnica specifica), questi benefici possono durare a lungo.
Non mi dilungherò a spiegare dove sia importante “mettere le mani” perché non amo fare “spiegoni tecnici” che alla fine non servono ai pazienti ma ci tengo a dirti che è sempre necessaria una valutazione specifica fatta da un professionista sanitario specialista in materia e poi intervenire sulla colonna, sul collo, sulla bocca e quant’altro con competenza.
In definitiva, per le donne con disfunzione e dolore temporo-mandibolare, la terapia manuale specifica è fondamentale e non una “alternativa a” (quello che vuoi o che ti hanno già detto). E i numerosi link ad articoli scientifici presenti in questo mio articolo sono solo un piccolo riferimento.
Motivo per il quale se un professionista sanitario non ti indica la terapia manuale come primo o principale approccio terapeutico, cambia professionista perché nella migliore delle ipotesi non è abbastanza aggiornato o formato in materia.
L’importanza di fare squadra: l’approccio multidisciplinare

Dato che le DTM hanno spesso molteplici cause, è importante ribadire che in alcuni casi potrebbe essere necessario un approccio che coinvolga diversi specialisti per trattare efficacemente il dolore al viso e alla bocca.
Per cui è importante sempre rivolgersi a chi ha strutturato collaborazioni con vari specialisti per essere in grado di aiutarti a gestire l’interazione complessa dei fattori biologici, psicologici e sociali che in alcuni casi rende necessaria una stretta collaborazione tra terapisti manuali, dentisti, chirurghi orali, specialisti del dolore, psicologi e altri professionisti della salute.
Questo approccio amplifica anche il ruolo di noi professionisti sanitari specializzati in terapia manuale, e richiede una formazione specifica nelle capacità di comunicazione per argomenti sensibili e la creazione di percorsi terapeutici chiari per indirizzare al meglio i nostri pazienti che soffrono di questi problemi.
Strategie pratiche: imparare a gestire il dolore e a ridurre il sovraccarico
Ora vorrei darti alcuni piccoli consigli e “aggiustamenti” pratici. Ecco il primo: finché non avrai risolto il problema, mangia cibi morbidi e massaggia delicatamente anche 3 o 4 volte al giorno i muscoli della mascella.
Impara poi a ridurre le “cattive” abitudini come stringere la mascella (il famoso serramento), masticare chewing-gum o peggio mangiare le unghie, tutte cose che possono contribuire ad aumentare molto la tensione muscolare e il dolore alla bocca.
Ulteriori indicazioni (e ce ne sono molte) vanno necessariamente valutate e personalizzate in base al caso specifico.
Parlare apertamente con il partner: la chiave dell’intimità

Altro consiglio è questo: è fondamentale che le coppie comunichino apertamente, che siano disposte a trovare “compromessi” per affrontare insieme le “sfide” che le disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) pongono nelle relazioni intime.
Ecco perché da una parte è utile informare il proprio partner sulla tua eventuale condizione di dolore all’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e alla bocca in generale e dall’altra il tuo partner deve essere di supporto per limitare il più possibile il potenziale impatto sulla vostra intimità sessuale.
Questa trasparenza può prevenire incomprensioni e favorire l’empatia ma è importante, come detto, che anche il partner sia di supporto nell’intimità e per ridurre il peso emotivo della persona che già soffre di suo.
Strategie per il sesso orale: trovare Nuove Vie per il Piacere

Ma esistono dei suggerimenti utili per fare prevenzione e non rinunciare alla propria sessualità e intimità con il partner?
Certo che si, ma in questa sede mi limiterò a suggerire da una parte ai partner maschili di essere sempre il più attenti possibile a non essere con i propri comportamenti causa di traumi alla bocca (e non solo) delle proprie partner e alle stesse partner femminili di evitare di andare incontro al sovraccarico articolare limitando lo stress sia all’articolazione temporo-mandibolare (ATM) che al collo con posizioni innaturali e/o particolarmente “scomode” per loro stesse.
Conclusioni: c’è una via d’uscita
Come abbiamo visto, le disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) sono una condizione molto comune di dolore cronico alla bocca, che colpisce in modo particolare le donne e che può influire in modo significativo sulla qualità di vita, comprese le attività intime come il sesso orale.
Questa maggiore sensibilità e predisposizione al dolore e alle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) nelle donne è dovuta a molti fattori: differenze anatomiche specifiche (come mascelle più piccole e una maggiore tendenza “all’usura” del disco articolare della ATM), influenze ormonali specifiche (in particolare le fluttuazioni degli estrogeni che influenzano l’infiammazione e la soglia del dolore) e a meccanismi funzionali e stress da sovraccarico che favoriscono e amplificano il dolore.
Le esigenze di relazione come nel sesso orale poi, in particolare per l’apertura prolungata o ampia della bocca, possono peggiorare direttamente i sintomi esistenti delle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) o addirittura causare lesioni acute alla mascella arrivando, in alcuni casi, persino alla lussazione.
Inoltre, oltre al dolore fisico, l’impatto delle disfunzioni temporo-mandibolari (DTM) sull’intimità può crea un peso psicologico e sociale complesso, portando anche un disagio emotivo e difficoltà di comunicazione nelle relazioni con il partner che possono condurre in un circolo vizioso di dolore e ansia, spesso aggravato dall’imbarazzo della paziente nel parlare di questi specifici problemi con i professionisti sanitari (oltre che dalla scarsa conoscenza di questi specifici problemi anche da parte degli stessi professionisti sanitari).
Abbiamo anche parlato (e spiegato) di quanto la terapia manuale, somministrata da professionisti sanitari specializzati in materia, sia un “ingrediente fondamentale” ed efficace nel ridurre il dolore da DTM e nel migliorare la funzione della mascella, come dimostrato dagli moltissimi specifici studi scientifici in materia, offrendo un supporto cruciale, in particolare per le donne.
Abbiamo infine anche detto quanto sia importante un approccio completo e multidisciplinare che integri la terapia manuale, degli esercizi specifici, l’educazione alla prevenzione e, quando necessario, il supporto di altri professionisti della salute.
Per concludere, avrai capito quanto il dolore all’ATM sia una condizione estremamente complessa, che può arrivare ad influenzare anche la sfera sessuale. Motivo per cui ho ritenuto necessario fare da apripista (come in altre circostanze) e rompere anche questo tabù in materia per favorire la diffusione delle adeguate informazioni in materia.
Per cui, nel salutarti, spero che questo mio lavoro possa essere di supporto a te che hai avuto la bontà di leggere fin qui e soprattutto utile a chi soffre per questo disturbo e anzi spero inoltre che se questo articolo abbia potuto lasciare qualcuno “a bocca aperta”, lo abbia fatto senza provocare dolore o fastidi alla sua ATM!
Se invece hai bisogno di supporto per valutare la tua situazione trovi tutti i recapiti per contattarmi nella sezione contatti di questo sito.
Ti ricordo che leggo sempre con molto interesse le opinioni dei miei lettori e per questo motivo ti invito a commentare questo articolo ed a condividerlo con i tuoi cari per aiutarli a comprendere meglio questi temi e quindi per aiutarli a stare meglio!
Un caro saluto e arrivederci al prossimo articolo.