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Alla Scoperta del Sole

Nel mondo della salute e del benessere, poche sostanze suscitano tanto interesse quanto la Vitamina D. Nonostante sia nota da decenni e sia facilmente accessibile attraverso l’esposizione solare o gli integratori, la sua complessità e il suo potenziale rimangono ancora oggi parzialmente inesplorati e fortemente sconosciuti.

Molti ancora oggi pensano alla Vitamina D solo come un alleato delle ossa forti, ma le scoperte pionieristiche del professor Michael Holick (ovvero uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, motivo per il quale questo articolo farà riferimento in particolare ai suoi studi) ci rivelano molto di più. La Vitamina D si rivela essere un regolatore fondamentale del nostro sistema immunitario e una potente arma contro una vasta gamma di malattie croniche.

In questo articolo, approfondiremo insieme le sorprendenti scoperte sulla Vitamina D, svelando i suoi misteri e il suo ruolo fondamentale nella protezione della salute. Analizzeremo perché, nonostante la sua importanza, rimanga spesso trascurata persino nella pratica medica quotidiana, e come possa essere un elemento chiave, se ben compreso e integrato, per migliorare il nostro benessere.

Quindi ora preparati a scoprire perché questa molecola apparentemente semplice sia in realtà un potente ormone e perché potrebbe rappresentare la chiave di volta per una buona salute.

La Vitamina del Sole

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Per comprendere appieno l’importanza della Vitamina D, dobbiamo partire dal suo legame con l’elemento più antico e universale: il sole. Non a caso, la Vitamina D è soprannominata “la vitamina del sole”.

Infatti, a differenza di altre vitamine che assumiamo esclusivamente tramite la dieta, la Vitamina D viene prodotta dalla nostra pelle in risposta all’esposizione alla luce solare. Questo processo inizia con una sostanza (maltrattata dalla comunicazione in ambito sanitario) che tutti abbiamo sentito nominare: il colesterolo (si esatto proprio lui, il “terribile e temibile” colesterolo!! Te ne parlerò più avanti). Sotto l’influenza dei raggi ultravioletti B (UVB), il colesterolo presente nelle cellule cutanee viene trasformato in Vitamina D3, una forma biologicamente inattiva della vitamina.

Ma non è qui che finisce la storia. La Vitamina D3 (o colecalciferolo) deve intraprendere un viaggio attraverso il corpo per diventare attiva. Per cui dopo essere stata prodotta nella pelle, viene trasportata al fegato, dove subisce una prima trasformazione in 25-idrossivitamina D (25(OH)D), che è poi la forma che comunemente viene misurata per valutare i livelli di Vitamina D nel sangue. Da qui, fa un’ulteriore tappa nei reni, dove viene convertita nella sua forma attiva, il calcitriolo, che agisce come un vero e proprio ormone.

Questo meccanismo non è solo affascinante, ma è fondamentale per il nostro benessere. In effetti, il professor Michael Holick ha dimostrato attraverso decenni di ricerca che la Vitamina D è coinvolta in una serie di funzioni biologiche vitali. Uno degli aspetti più sorprendenti che ha svelato è che la Vitamina D non si limita a regolare il metabolismo del calcio e a mantenere la salute delle ossa. La sua azione si estende ben oltre, includendo la modulazione del sistema immunitario, la prevenzione delle malattie croniche e persino il supporto alla funzione muscolare.

Il Colesterolo: Un Eroe Sottovalutato

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Sentiamo troppo spesso parlare del colesterolo in termini negativi. Siamo abituati a sentirlo associato a malattie cardiovascolari, a temerlo come il nemico numero uno della salute del cuore.

Ma la realtà è molto più sfumata e, in alcuni casi, sorprendente. Se ti dicessi che senza colesterolo non potremmo produrre la Vitamina D, ci crederesti? Ebbene, è proprio così. Il colesterolo, spesso dipinto come un nemico, è in realtà un precursore vitale per molti processi fondamentali nel nostro organismo, e la produzione di Vitamina D è solo uno di questi.

Quando la nostra pelle viene esposta ai raggi UVB del sole, una forma di colesterolo presente nelle cellule cutanee, chiamata 7-deidrocolesterolo, viene convertita in Vitamina D3. Questo passaggio, apparentemente semplice, è il primo passo di una serie di trasformazioni che permettono al nostro corpo di sintetizzare una forma biologicamente attiva di Vitamina D, essenziale per molte funzioni vitali, come il mantenimento della salute delle ossa e la modulazione del sistema immunitario.

Senza il colesterolo, questo processo non potrebbe avvenire.

Ma il ruolo del colesterolo non si ferma qui. Oltre a essere il precursore della Vitamina D, il colesterolo è fondamentale per la produzione degli ormoni steroidei, inclusi gli estrogeni, il testosterone e il cortisolo. Questi ormoni regolano tutto, dalla riproduzione (mai sentito parlare dei problemi di fertilità?) al metabolismo, passando per la risposta allo stress. In altre parole, senza colesterolo, il nostro corpo non sarebbe in grado di mantenere un equilibrio ormonale sano.

È importante quindi cambiare prospettiva sul colesterolo. Non è solo una sostanza da tenere sotto controllo per evitare problemi cardiaci, ma è un componente essenziale che supporta la nostra vita quotidiana. Certo, un eccesso di colesterolo (ma un eccesso vero di quello non buono, che non è nemmeno l’LDL come senti sempre dire) può essere problematico, ma dobbiamo anche ricordare che è indispensabile per il nostro organismo.

In definitiva, il colesterolo è come un operaio silenzioso, che svolge il suo lavoro dietro le quinte per garantire che processi vitali come la produzione di Vitamina D e la regolazione ormonale possano avvenire in modo corretto.

Senza di lui, molte delle nostre funzioni vitali sarebbero compromesse. Quindi, la prossima volta che pensi al colesterolo, ricordati (e ricordalo pure a chi si dovrebbe prendere cura della tua salute) del suo ruolo cruciale nella tua salute generale: un alleato nascosto, da rispettare e gestire con consapevolezza.

Vitamina D: Una Carenza Globale

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Torniamo alla regina del nostro sistema immunitario. Houston abbiamo un problema! Nonostante la capacità del nostro corpo di produrre Vitamina D in risposta alla luce solare, la carenza di questa vitamina è diventata una vera e propria epidemia globale.

In molti Paesi, soprattutto quelli al di sopra del 35º parallelo nord o al di sotto del 35º parallelo sud, le persone non ricevono abbastanza luce solare durante l’anno per produrre sufficienti quantità di Vitamina D. Questo fenomeno è ancora più accentuato nei mesi invernali, quando il sole è più debole e le giornate sono più corte.

Ma non è solo una questione geografica. L’uso crescente di creme solari, usate per proteggere la pelle dai raggi UV, ha un effetto collaterale: riduce drasticamente la produzione di Vitamina D nella pelle. Inoltre, lo stile di vita moderno, caratterizzato da lunghe ore trascorse al chiuso in uffici, scuole e case, ha ulteriormente limitato la nostra esposizione al sole.

Ma anche in Paesi più soleggiati, molte persone sono carenti di Vitamina D proprio a causa di queste abitudini. A complicare ulteriormente il quadro, ci sono fattori come l’età, il colore della pelle e il peso corporeo, che possono influenzare la capacità del corpo di produrre Vitamina D.

Il professor Holick ha descritto questa condizione come una “epidemia silenziosa”, poiché i sintomi della carenza di Vitamina D non si manifestano subito, ma i loro effetti a lungo termine possono essere devastanti. Infatti devi sapere che bassi livelli di Vitamina D sono associati a una serie di problemi di salute, tra cui un aumento del rischio di osteoporosi, malattie cardiovascolari, infezioni, diabete e persino alcune forme di cancro.

Il Ruolo Cruciale della Vitamina D nel Sistema Immunitario

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Una delle scoperte più rivoluzionarie del professor Holick riguarda il ruolo della Vitamina D nel supporto e nella regolazione del sistema immunitario.

Tradizionalmente, si pensava (e purtroppo devo dire che molti professionisti sanitari ancora oggi pensano) che la Vitamina D fosse importante principalmente per la salute delle ossa, ma Holick ha dimostrato che i recettori della Vitamina D (VDR) sono presenti in quasi tutte le cellule immunitarie del corpo umano. Ciò significa che la Vitamina D ha un ruolo diretto nella modulazione delle difese immunitarie.

Quando i livelli di Vitamina D sono adeguati, essa aiuta il corpo a montare una risposta efficace contro le infezioni, stimolando le cellule del sistema immunitario a combattere virus e batteri.

Attenzione: ma cosa vuol dire livelli adeguati? Il professor Michael Holick raccomanda che i livelli ematici di 25-idrossivitamina D (25(OH)D), la forma che viene misurata per valutare lo stato della Vitamina D nel corpo, dovrebbero essere, per ottenere i massimi benefici per la salute, almeno compresi tra 40 e 60 ng/mL (nanogrammi per millilitro). Almeno significa proprio almeno. Cioè sotto non vanno bene, sopra vanno meglio. Questi valori sono considerati ottimali per garantire una protezione immunitaria efficace, una buona salute delle ossa e la prevenzione di diverse patologie croniche.

Da non dimenticare che allo stesso tempo, la Vitamina D modera anche l’eccessiva reazione infiammatoria, un processo che può portare a danni ai tessuti e a malattie croniche se non è controllato.

Questo doppio ruolo, stimolante e regolatore, rende la Vitamina D un attore chiave nella prevenzione delle malattie autoimmuni e infettive.

Il Sole Come Medicina Naturale

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Come starai già immaginando, le ricerche di Holick ci portano a rivalutare (semmai ce ne fosse bisogno) l’importanza del sole nella nostra vita quotidiana. Sebbene sia fondamentale proteggersi dai danni dei raggi UV, è altrettanto cruciale trovare un equilibrio che permetta al nostro corpo di ottenere i benefici della Vitamina D.

Brevi esposizioni al sole, senza crema solare, su ampie porzioni della pelle (come braccia e gambe) durante le ore più calde della giornata possono aiutare a mantenere livelli sufficienti di Vitamina D senza aumentare il rischio di scottature o danni alla pelle. Ma anche esposizioni più prolungate nelle ore meno calde possono essere di aiuto anche se meno efficaci.

Purtroppo in un mondo sempre più tecnologico, dove trascorriamo gran parte del nostro tempo al chiuso, forse dovremmo ricordarci di tornare a quella fonte di energia primaria che ha alimentato la vita sulla Terra per miliardi di anni. La luce solare, attraverso la Vitamina D, è una delle chiavi per una salute ottimale.

Un Guardiano Invisibile del Sistema Immunitario

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Ma come fa la Vitamina D a influenzare il sistema immunitario? Questa è una delle domande chiave che il professor Holick ha approfondito nei suoi anni di ricerca, portando alla luce scoperte rivoluzionarie. I recettori della Vitamina D (VDR) sono presenti in quasi tutte le cellule immunitarie del nostro corpo, una presenza diffusa che suggerisce immediatamente il suo ruolo cruciale nella regolazione delle difese immunitarie.

Cosa significa, in termini pratici? La Vitamina D agisce come un modulatore del sistema immunitario, orchestrando una risposta equilibrata agli attacchi esterni, come virus e batteri. Quando il corpo è sotto attacco, la Vitamina D stimola le cellule immunitarie, spingendole a rispondere con efficacia.

Tuttavia, la sua influenza non si limita a potenziare le difese. La Vitamina D esercita anche un’azione regolatoria, evitando che il sistema immunitario si attivi in modo eccessivo, il che potrebbe provocare danni ai tessuti e scatenare malattie autoimmuni.

In altre parole, se il nostro sistema immunitario fosse una fortezza, la Vitamina D sarebbe uno dei principali guardiani che sorvegliano le mura. Senza di essa, queste difese si indeboliscono, diventano vulnerabili e lasciano spazio a potenziali invasori. Questo fa sì che una carenza di Vitamina D non solo predisponga il corpo alle infezioni, ma aumenti anche il rischio di sviluppare malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla, il diabete di tipo 1 e l’artrite reumatoide.

Numerosi studi hanno confermato l’associazione tra bassi livelli di Vitamina D e l’incidenza di malattie infettive, come l’influenza e persino il COVID-19. È stato infatti osservato che le persone con livelli ottimali di Vitamina D hanno un rischio ridotto di contrarre infezioni respiratorie e, nel caso si ammalino, presentano sintomi meno gravi. Questa connessione suggerisce un potenziale effetto preventivo della Vitamina D contro malattie virali e batteriche.

Quindi ripetiamolo ancora, la Vitamina D non è solo un supporto per le ossa, ma un vero e proprio alleato invisibile del nostro sistema immunitario. Ecco perché garantire livelli ottimali di questa vitamina significa rafforzare le difese del nostro corpo, prevenire patologie complesse e affrontare con più sicurezza le sfide quotidiane che il nostro organismo si trova a combattere.

Un Mondo all’Oscuro (della Verità)

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Sorprendentemente come abbiamo già detto purtroppo, nonostante la sua importanza vitale, la Vitamina D rimane ancora oggi spesso trascurata nella pratica medica quotidiana.

Ma perché una sostanza così essenziale viene così frequentemente ignorata o sottovalutata? La risposta è complessa, ma uno dei fattori principali è che la carenza di Vitamina D, a differenza di altre condizioni, non manifesta sintomi evidenti nell’immediato. Al contrario, i suoi effetti si sviluppano lentamente nel tempo, portando a un peggioramento graduale della salute che spesso viene attribuito ad altre cause.

Molti medici non testano regolarmente i livelli di Vitamina D nei loro pazienti, un fatto sorprendente dato il ruolo fondamentale che questa vitamina ha nella regolazione del sistema immunitario, nella salute ossea e nella prevenzione di malattie croniche. Holick ha spesso criticato questa negligenza, sottolineando che la mancanza di consapevolezza sulla Vitamina D rappresenta un grave errore medico. È come cercare di risolvere un puzzle complesso senza avere in mano uno dei pezzi più importanti.

Secondo alcuni studi, si stima che oltre un miliardo di persone nel mondo soffra di una carenza di Vitamina D, una condizione che colpisce sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo. Ciò è particolarmente allarmante se consideriamo che le popolazioni più a rischio includono non solo anziani e donne incinte, ma anche bambini e giovani adulti.

Il risultato di tutto questo è un mondo che vive, come lo ha definito Holick, in uno stato di “oscurità biochimica”. Nonostante la disponibilità di test semplici e di integrazioni sicure, molte persone continuano a soffrire gli effetti a lungo termine della carenza di Vitamina D senza nemmeno saperlo aprendo le porte a una vasta gamma di problemi di salute, tra cui persino alcuni tipi di tumore.

La chiave per risolvere questo enigma, secondo Holick, è la consapevolezza. Ed è il motivo principale del mio sforzo di divulgazione anche tramite questo blog. Educare le persone sull’importanza di mantenere adeguati livelli di Vitamina D attraverso l’esposizione al sole, la dieta e l’integrazione può prevenire un numero sorprendente di malattie e migliorare significativamente la qualità della vita.

In un’epoca in cui la medicina moderna fa passi da gigante ogni giorno (almeno per quello che riguarda le tecnologie), è ironico pensare che una delle chiavi per la salute ottimale possa essere così semplice e a portata di mano, ma essere ignorata, sconosciuta o peggio temuta.

L’ipercalcemia: i Falsi Miti e la Realtà del “terrore” legato alla integrazione di Vitamina D

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A questo punto è arrivato il momento di dissipare alcune paure comuni (alla soglia del terrorismo psicologico in alcuni casi), spesso ingiustificate, che ruotano attorno all’integrazione di questa preziosa molecola.

Uno dei timori più diffusi è quello legato alla cosiddetta ipercalcemia, ovvero un eccessivo aumento del livello di calcio nel sangue (che, chiariamo, non è una cosa buona), che potrebbe essere (e quasi sempre lo è) erroneamente attribuito alla vitamina D.

In realtà, come evidenziato anche dal professor Michael Holick, il vero rischio di questa condizione è spesso mal compreso e legato a cause ben precise, che vanno oltre la semplice assunzione di vitamina D.

Ecco perché adesso approfondiremo insieme quali sono i fattori che davvero incidono su questo equilibrio, così da fare chiarezza e sfatare falsi miti.

Le vere cause dell’ipercalcemia secondo il professor Holick

Secondo il professor Michael Holick, il rischio di ipercalcemia derivante dall’integrazione di Vitamina D è sovrastimato nella maggior parte dei casi, specialmente negli individui sani. Nei suoi studi, Holick chiarisce che l’ipercalcemia, ovvero un elevato livello di calcio nel sangue, si verifica raramente a causa di un’integrazione eccessiva di vitamina D. Il vero rischio di sviluppare questa condizione è spesso legato a patologie preesistenti o a una gestione inappropriata degli integratori di calcio piuttosto che alla Vitamina D stessa.

Per questo motivo è importante porre l’attenzione su una combinazione di fattori diversi, alcuni dei quali legati a patologie o stili di vita non ottimali. Ecco i principali elementi da considerare:

1. Patologie preesistenti

Una delle cause più frequenti di ipercalcemia è l’iperparatiroidismo primario, una condizione in cui le ghiandole paratiroidi rilasciano troppo ormone paratiroideo (PTH), causando un eccessivo rilascio di calcio dalle ossa al sangue. In questi casi, l’integrazione di vitamina D può aumentare ulteriormente l’assorbimento di calcio, aggravando il problema. Anche malattie come la sarcoidosi, la tubercolosi e altre condizioni granulomatose possono portare a una sovrapproduzione di 1,25-diidrossivitamina D (la forma attiva della vitamina D), stimolando un eccessivo assorbimento di calcio dall’intestino.

2. Uso eccessivo di integratori di calcio

Il professor Holick ha evidenziato che l’abuso di integratori di calcio, soprattutto senza adeguato controllo medico, rappresenta una delle principali cause di ipercalcemia. Un eccesso di calcio introdotto tramite integratori, in assenza di una bilanciata integrazione di Vitamina D, può portare a un accumulo di calcio nel sangue. Anche quando si assume vitamina D, il corretto dosaggio di calcio deve essere monitorato attentamente per evitare un eccessivo assorbimento.

3. Disidratazione

La disidratazione è un’altra causa meno nota ma rilevante di ipercalcemia. Quando il corpo è disidratato, il volume di sangue si riduce, aumentando la concentrazione di calcio nel plasma. Questo è particolarmente vero per le persone che assumono farmaci che riducono i liquidi corporei, come i diuretici tiazidici, i quali, riducendo l’escrezione di calcio attraverso i reni, possono peggiorare la situazione.

4. Farmaci che influenzano il metabolismo del calcio

Alcuni farmaci possono aumentare il rischio di ipercalcemia. Oltre ai diuretici tiazidici, il litio (spesso usato per trattare il disturbo bipolare) può aumentare i livelli di calcio riducendo la risposta delle ghiandole paratiroidi ai normali segnali di feedback. Anche alcuni antidepressivi e antineoplastici possono influenzare il metabolismo del calcio, portando ad un aumento dei livelli ematici, soprattutto se combinati con integratori di Vitamina D.

Ti sarà ben chiaro a questo punto che la cosiddetta ipercalcemia è quindi un rischio concreto solo in presenza di condizioni preesistenti, uso improprio di farmaci o gestione errata degli integratori. Ecco perché, in questi casi, il monitoraggio regolare da parte di un medico è fondamentale per evitare interferenze.

Non a caso il Prof. Holick e altri ricercatori sottolineano l’importanza di un approccio equilibrato e personalizzato, monitorando sia i livelli di calcio che di Vitamina D, e garantendo una corretta idratazione e gestione delle terapie farmacologiche che sta seguendo un determinato paziente.

Oltre il quarto segreto di Fatima: La Vitamina D in realtà è un Ormone!

Ebbene si, quando parliamo di Vitamina D, la maggior parte delle persone pensa a una semplice vitamina, qualcosa che si trova negli alimenti o che si prende come integratore. In realtà la Vitamina D non è solo una vitamina, è un ormone.

Ora, permettimi di spiegare perché. Le vitamine sono composti organici che il corpo non può produrre da solo, quindi devono essere assunte attraverso la dieta. Tuttavia, la Vitamina D è diversa. La nostra pelle, quando esposta alla luce solare, produce Vitamina D3 a partire dal colesterolo, un processo che avviene nelle cellule cutanee. Questo è già un indizio del suo ruolo ormonale.

Ma non è tutto. Una volta prodotta nella pelle o assunta attraverso la dieta, la Vitamina D3 è biologicamente inattiva. Deve subire due trasformazioni nel corpo per diventare attiva. Una prima nel fegato e poi nei reni dove viene ulteriormente convertita nella sua forma attiva, il calcitriolo.

Ecco il punto cruciale: il calcitriolo è un vero e proprio ormone. Come tutti gli ormoni, il calcitriolo agisce legandosi a specifici recettori nelle cellule, influenzando una vasta gamma di funzioni biologiche.

Per questo motivo, definirla semplicemente una vitamina non rende giustizia alla sua complessità biologica e alla sua importanza per la salute umana. Pensarla come un ormone ci aiuta a comprendere meglio il suo ruolo critico nel mantenimento della salute e perché una sua carenza possa avere effetti così vasti e profondi sul nostro corpo.

La Verità Oscura sulla Nota 96: Perché l’AIFA Ci Sta Privando della Vitamina D?

vitamin D

Ora immagina di avere in mano una delle chiavi per migliorare la tua salute, ma di trovarla improvvisamente più difficile da ottenere (gratuitamente). Questo è quello che è successo con l’introduzione della ormai famigerata Nota AIFA 96 in Italia, entrata in vigore il 1° novembre 2019.

Questa nota ha segnato un cambiamento importante nelle modalità di prescrizione e rimborso della Vitamina D (colecalciferolo o calcifediolo), restringendone l’uso a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e facendo nei fatti una pressione enorme per scoraggiarne la prescrizione nei confronti dei medici di base e non solo.

Infatti secondo questa normativa, solo specifiche categorie di pazienti possono ricevere la Vitamina D a carico del SSN, cioè gratuitamente, in base a determinati criteri clinici. Tra queste categorie troviamo:

  • Pazienti con osteoporosi diagnosticata, che sono più a rischio di fratture.
  • Anziani istituzionalizzati, come quelli residenti in strutture di lungo degenza.
  • Persone con fratture femorali, che hanno già sperimentato gli effetti della fragilità ossea.
  • Donne in post-menopausa con elevato rischio di fratture.
  • Individui oltre i 65 anni con almeno un fattore di rischio per carenza di Vitamina D.
  • Persone con insufficienza renale cronica.
  • Pazienti affetti da malattie gastrointestinali croniche che interferiscono con l’assorbimento della Vitamina D, come la malattia celiaca o il morbo di Crohn.
  • Sindrome da malassorbimento.
  • Pazienti con condizioni che richiedono farmaci come gli antiepilettici, che interferiscono con il metabolismo della Vitamina D.

Nei fatti per molte persone, la Nota 96 ha rappresentato una vera e propria barriera. Infatti, la prescrizione gratuita di Vitamina D viene esclusa per le persone considerate sane (e le persone sono ancora oggi “considerate sane” anche con livelli ridicoli di questo importante ormone) che non presentano fattori di rischio o patologie specifiche.

Questo significa che la maggior parte della popolazione deve provvedere all’acquisto della Vitamina D a proprie spese, anche se in molti casi potrebbe beneficiarne a livello preventivo. L’obiettivo (qualcuno dice “la scusa”) dell’AIFA è stato ridurre l’uso inappropriato della Vitamina D, limitandone la prescrizione solo ad alcune situazioni cliniche.

Critiche e Controversie

Questa decisione ha suscitato critiche tra alcuni esperti, che ritengono che si stia sottovalutando il ruolo fondamentale della Vitamina D non solo nella salute delle ossa, ma anche nel sistema immunitario e in altri aspetti della salute generale, come la prevenzione di malattie cardiovascolari e autoimmuni.

Tra questi esperti, il professor Michael Holick sottolinea l’importanza di mantenere livelli adeguati di questa vitamina anche per le persone apparentemente sane.

Il messaggio è chiaro: la Vitamina D è una risorsa preziosa per il benessere complessivo, e limitarne l’accesso potrebbe rivelarsi un errore, soprattutto alla luce delle nuove scoperte scientifiche che ne mostrano l’importanza ben oltre la salute delle ossa.

Una Molecola Preziosa, Ma Non Brevettabile

Un aspetto che spesso passa inosservato in questa discussione è il fatto che la Vitamina D non è brevettabile. Questo significa che non può diventare una fonte di guadagni miliardari per le grandi aziende farmaceutiche, diversamente dai farmaci brevettati. È una molecola naturale, prodotta dal nostro corpo attraverso l’esposizione solare o integrata a costi irrisori.

Eppure, proprio per questo motivo, potrebbe non ricevere l’attenzione e le risorse che meriterebbe.

Anche per questo motivo il costo reale per il Servizio Sanitario Nazionale per garantire un’adeguata integrazione sarebbe minimo, soprattutto se confrontato con i costi astronomici dei farmaci brevettati utilizzati per trattare patologie prevenibili con livelli ottimali di Vitamina D.

Quindi perché l’AIFA ci sta privando della Vitamina D? In questo senso la nostra domanda resta senza risposta.

Sicurezza ed Efficacia: Un Binomio Perfetto

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A questo punto devi sapere che uno degli aspetti più sorprendenti e allo stesso tempo rassicuranti della Vitamina D è la sua combinazione di sicurezza ed efficacia, un binomio che la rende davvero straordinaria nel panorama della salute pubblica.

A differenza di molti farmaci moderni, che spesso comportano una lunga lista di potenziali effetti collaterali, la Vitamina D si presenta come una soluzione naturale e priva di rischi significativi quando assunta nelle dosi appropriate.

Il professor Michael Holick ha condotto numerosi studi che dimostrano come anche dosi più elevate di Vitamina D, quando somministrate sotto controllo medico, possano essere estremamente sicure e portare a numerosi benefici per la salute. Queste scoperte hanno rivoluzionato il modo in cui oggi comprendiamo il potenziale terapeutico di questa molecola.

Contrariamente a molti farmaci, che vengono prescritti per trattare sintomi specifici ma che possono causare reazioni avverse, la Vitamina D si è rivelata una risorsa naturale e sicura per la prevenzione di un’ampia gamma di malattie croniche, tra cui quelle di origine cardiovascolare, autoimmune, e persino certi tipi di cancro. La sua capacità di regolare il sistema immunitario, sostenere la salute ossea, e migliorare la funzione muscolare la rende un alleato prezioso nella lotta contro molte patologie.

Il dosaggio in questo senso è un altro punto fondamentale. Holick raccomanda un’assunzione giornaliera di almeno 2.000UI per mantenere livelli ottimali di Vitamina D nel sangue, specialmente nelle persone che non ricevono sufficiente esposizione al sole. Questo è considerato un livello fisiologico minimo per sostenere la salute e prevenire malattie. Si tratta di un dosaggio che non solo è sicuro, ma che potrebbe portare significativi benefici a lungo termine, garantendo una funzione immunitaria ottimale, una buona salute cardiovascolare e una prevenzione efficace contro una serie di malattie croniche.

Un Futuro Radioso

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Arrivati fin qui avrai certamente capito quanto la Vitamina D rappresenti un esempio perfetto di come un composto naturale possa essere al tempo stesso potente e sicuro, caratteristiche che la rendono la regina delle strategie preventive più efficaci e accessibili per mantenere il benessere a lungo termine.

Grazie alle scoperte pionieristiche del professor Michael Holick, la Vitamina D sta finalmente guadagnando l’attenzione che merita. Non è più solo una sostanza dimenticata (non dovrebbe almeno, se non dai dinosauri della letteratura e da coloro i quali si “formano” sulle “note” e non studiando a fondo ed in “maniera verticale” la letteratura); oggi è diventata un vero e proprio faro della salute, un elemento chiave per comprendere e affrontare diverse problematiche di salute.

Ogni nuova ricerca continua a svelare i misteri di questa incredibile molecola, portandoci ogni volta un passo più vicino a una migliore comprensione di come mantenere la salute in modo naturale ed efficace.

La scienza ha iniziato a mettere in evidenza il ruolo cruciale che la Vitamina D gioca nel sostenere il sistema immunitario e nel prevenire malattie croniche oltre che nel promuovere la salute delle ossa (che è la funzione quasi meno importante se vogliamo).

Dalle infezioni virali alle malattie autoimmuni, i benefici di questa vitamina-ormone sono ampi e vari, rendendo evidente il fatto che non può essere assolutamente trascurata. E in un mondo sempre più dipendente da trattamenti farmaceutici complessi, la Vitamina D appare come una risorsa semplice e potente per prevenire e trattare una vasta gamma di malattie.

Le attuali raccomandazioni dei professionisti della salute (ovvero di quelli adeguatamente formati e aggiornati) suggeriscono che una maggiore consapevolezza e un’adeguata integrazione della Vitamina D potrebbero cambiare in maniera significativa il paradigma della salute pubblica. Ecco perché l’integrazione quotidiana di questa vitamina potrebbe non solo migliorare la nostra salute individuale, ma contribuire anche a un benessere collettivo.

Chiaramente per quanto la vitamina D sia una molecola estremamente sicura oltre che enormemente benefica, il mio consiglio è quello di farti aiutare e farti seguire, soprattutto se sei una persona che prende già alcune tipologie di farmaci “interferenti” con il metabolismo del calcio, da un medico che sia adeguatamente aggiornato e informato in materia, per la tua adeguata integrazione (quotidiana) di questo alleato indispensabile per la nostra (buona) salute.

A questo punto siamo proprio arrivati alla fine di questo bel viaggio insieme sotto il segno del, sole.

Ti ricordo che leggo sempre con molto interesse le opinioni dei miei lettori e per questo motivo ti invito a commentare questo articolo ed a condividerlo con i tuoi cari per aiutarli a comprendere meglio questi temi e quindi per aiutarli a stare meglio!

Non mi resta che salutarti e darti l’arrivederci al prossimo articolo.

Buona salute… immunitaria!

Dr. Luigi Pianese